Progetto di attuazione dell'iniziativa di formazione familiare presso il Santuario
Maria, Regina della famiglia
Partendo da queste parole del Papa, la proposta dell'Arcivescovo di fare del santuario della Madonna di S. Luca un centro di
formazione familiare è quanto mai bella e opportuna. La famiglia, cuore e fondamento della vita della persona e della
società, oggi soffre moltissimo gli attacchi di un secolarismo, che tende ad annullare quanto nell'uomo è spirito
di comunione e fonte di responsabilità a favore della esaltazione esagerata dei diritti del singolo, della difesa dei suoi
interessi e piaceri..., considerati espressione concreta della propria libertà!
La Chiesa non è insensibile a questo, prova ne sia che, a partire dal Concilio Vat. II, ha moltiplicato i suoi richiami e
perfezionato la sua dottrina a favore della famiglia e della vita, sottolineando, in maniera sempre più forte, il nesso
fra amore di Dio e amore umano. Ha reso ancora più esplicito il richiamo all'amore umano come luogo scelto da Dio per
rivelare l'immagine viva del suo amore, e, nello stesso tempo, via e strumento di santità per gli sposi.
Confidando nella protezione della Beata Vergine, regina della famiglia, e mettendoci a disposizione della Chiesa di Bologna,
desideriamo intraprendere un'attività di formazione familiare (sia di preparazione alla famiglia, che del suo
accompagnamento nelle varie fasi della vita), con attenzione agli aspetti sia spirituali che antropologici importanti per la
nascita e la crescita di famiglie cristiane, unite nell'amore e testimoni della ricchezza del messaggio cristiano nell'amore. Ci
sentiamo piccoli e inadeguati per una missione così sublime, ma confidiamo nella grazia e forza dello Spirito, che ha
sempre sorretto e guidato Maria, e nella stretta collaborazione con tutti coloro che già nella nostra Chiesa si dedicano
permanentemente a questo servizio, quali il magistero del Vescovo, l'Ufficio famiglia, il Consultorio Familiare, il centro
Dore...
Gli ambiti di intervento riguardano tutta la famiglia, in particolare ecco alcuni settori:
a) La formazione dei fidanzati:
- Quelli non prossimi al matrimonio che desiderano fare un cammino di approfondimento del loro amore, partendo
dalla riflessione sulla Vocazione all'amore per arrivare a conoscere la bellezza e la ricchezza del dono di sé
all'altro con tutti i doni di umanità di cui uno è portatore. È quella che si chiama "preparazione
prossima", che copre l'arco della prima giovinezza e dell'avvio al cammino di coppia, necessaria per comprendere la
realtà e l'importanza del fidanzamento, vero tirocinio ad una vita di famiglia, stabile nell'amore.
- Itinerari di preparazione al matrimonio, come scoperta del sacramento del matrimonio e guida ad
una vita familiare secondo il sacramento. Il dono della chiamata all'amore diventa realtà vissuta giorno per
giorno come santità che trasforma la casa in "piccola chiesa" e apre gli sposi alla missione di rendere visibile
nel mondo l'amore di Dio, fino a manifestarne la paternità, generando figli da educare alla sequela di Cristo.
b) Accoglienza e accompagnamento delle famiglie
- Le giovani famiglie che si avviano ad una ricca quotidianità sponsale, vivendo il dono di Dio nella
casa, attraverso il loro stesso amore reso santo dal sacramento, sono il campo privilegiato della nostra azione
formativa. Èquanto mai necessario che fin dagli inizi della vita di famiglia gli sposi siano aiutati a mettere al
centro della loro vita sponsale il mistero dell'amore che hanno celebrato, rendendolo "sacramento della vita",
perché realizzi, nella quotidianità delle parole e dei gesti, la ricchezza del mistero che li unisce e li
perfeziona... fino alla fine.
- Le famiglie nella loro piena adultità: Il rischio di essere schiacciati dalle troppe cose da fare,
dalla fatica del dialogo tra loro e coi figli che crescono, l'assistenza ai genitori anziani, il lavoro quotidiano...
porta gli sposi ad essere completamente assorbiti a scapito dell'interiorità che deve accompagnare e illuminare
ogni situazione di vita familiare. Per queste famiglie sarà bene favorire momenti di preghiera, riflessione e
dibattito.. ricorrendo, in caso di necessità, anche all'intervento di specialisti della formazione per particolari
aspetti della vita della coppia o come sostegno alla funzione educativa come genitori.
- Famiglie in difficoltà: È molto importante che queste famiglie non siano lasciate sole e questo
avviene se fin dal principio sono consapevoli di poter chiedere aiuto quando cala il livello di intesa fra loro e la
comunione comincia a languire. Appena uno dei due coniugi avverte l'approssimarsi della crisi è bene che abbia dei
punti di riferimento per chiedere lumi e trovare quel sostegno psicologico e spirituale indispensabile per ridare
stabilità al rapporto. Perciò fin dai corsi prematrimoniali è bene che gli sposi sappiano che
c'è la possibilità di ricevere un aiuto e che è autentico segno di amore chiederlo a persone capaci
di accompagnare, senza giudicare, condividendo nell'amicizia le difficoltà, le paure e le speranze. Spesso un atto
di umiltà salva la famiglia!
- Separati e divorziati: "La separazione dovrebbe rappresentare l'estremo rimedio, e i coniugi, prima di porre
in atto la loro decisione, devono pregare, riflettere a lungo, e nel caso, chiedere consiglio, non solo al sacerdote, ma
anche a persone sensibili ed esperte di problemi della coppia e della famiglia" (La pastorale dei divorziati risposati...
Docum. CEI 1989). È quanto desideriamo fare con la consapevolezza che la Chiesa è madre anche per loro e ne
condivide il dramma, cosciente che vive una sofferenza più grande chi ha conosciuto e sperimentato la gioia
dell'amore, di cui ora resta solo un umiliante ricordo. La salvezza è anche per loro. Come la mancanza di
coniugalità non significa mancanza di amore, così la mancanza di Eucaristia, a cui questi fratelli sono
costretti, non significa povertà o diminuzione di fede. E la fede è il dono di Dio per la salvezza, quella
che Dio dona ad ogni uomo, perciò anche a chi non ha potuto o saputo vivere con perseveranza e coerenza l'amore
nuziale, tanto per debolezza propria quanto per la precarietà dell'amore umano, sempre insidiato dal peccato.
Questa oggi è una missione sempre più urgente e necessaria, che desideriamo affrontare sotto la protezione
di Maria!
c) Collaborazione con la pastorale familiare nelle parrocchie
- Compatibilmente con il servizio che Santuario richiede è possibile andare nelle parrocchie, su richiesta dei
parroci, per incontri di formazione per gruppi di fidanzati in preparazione al sacramento del matrimonio, o di sposi che
già si ritrovano abitualmente e che desiderano sentire una "voce nuova". Questi incontri possono essere una valida
integrazione a quanto già si fa in parrocchia, arricchendo le famiglie di nuovi contenuti. I temi possono essere i
più variati: dalla riscoperta dell'amore coniugale e quindi alla spiritualità familiare, fino ad
approfondire aspetti antropologici molto importanti nel corso degli anni della vita familiare, non esclusa la
possibilità di riflettere insieme sulla formazione dei piccoli e dei giovani. Questo servizio è
particolarmente utile a coloro che sono in difficoltà a salire al santuario.
d) Giornate di spiritualità con permanenza presso il santuario
- Grazie ad opportuni adattamenti è possibile ora accogliere famiglie che desiderano vivere una sosta insieme
presso il Santuario, per una o più giornate di spiritualità e condivisione. Oltre all'impegno di una
crescita e formazione personale si confida nella possibilità di far crescere famiglie in grado di collaborare poi
in parrocchia (ed eventualmente in diocesi) per l'aiuto ad altri sposi. È l'impegno a coinvolgere sempre
più gli sposi stessi nell'opera di formazione alla vita familiare, spirituale e comunitaria. Da questa esperienza
i parroci potrebbero trarre un grande giovamento per la pastorale familiare in parrocchia. Queste giornate potranno
svolgersi con l'aiuto dei sacerdoti del santuario e\o sacerdoti che già accompagnano le giovani famiglie in un
cammino di impegno e di spiritualità. Attualmente i posti disponibili sono pochi..., ma già sufficienti per
iniziare; basta prendere contatto col Santuario per prenotare i giorni interessati.
e) Conclusione
- Con questa ampia proposta desideriamo realizzare la volontà dell'Arcivescovo di fare del Santuario una culla
di formazione alla vita familiare secondo la spiritualità mariana. Dalla Sacra famiglia e da Maria apprendiamo
infatti lo stile della famiglia secondo il progetto originario di Dio. Per la notorietà del posto (il Santuario di
S. Luca) crediamo di offrire alle famiglie un luogo di facile accesso, che diventi anche un punto stabile di riferimento,
sia come possibilità di una semplice consultazione, sia per veri percorsi di formazione... Nella consapevolezza
dei nostri limiti e povertà, non sappiamo se sapremo fare bene, ma siamo certi che cercheremo di operare per il
meglio e con il cuore, sostenendo e accompagnando la nostra azione con un'intensa preghiera alla Madonna, alla Quale fin
da ora affidiamo le famiglie di tutta la Chiesa diocesana. Pur conservando una certa autonomia di iniziativa, desideriamo
operare in sintonia con l'Ufficio famiglia della Diocesi e renderci disponibili a sostenere gli operatori della pastorale
familiare che in diocesi sentissero la necessità di confronto e condivisione nelle loro scelte formative. Ci
sembra quanto mai bello e stimolante pensare che ai piedi di Maria possiamo trovare quella forza e quelle energie
così necessarie al bene delle faniiglie e della nostra Chiesa diocesana! Maria, Regina delle famiglie ci aiuti, ci
sostenga e ci accompagni in questo progetto, per il quale fin da ora ci impegnano, convinti che "Se il Signore non
costruisce la casa invano faticano i costruttori" (salmo 127,1).